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Seconda puntata

In onda martedì 21 settembre 2010 alle 21.10

Sono passati parecchi anni e vediamo l'Oratorio diventato come era nei sogni di Filippo Neri. I bambini di un tempo sono giovani uomini impegnati nelle opere iniziate dal sacerdote: la cura dei malati e dei pellegrini, l'educazione dei fanciulli e molto altro. I primi seguaci di Filippo gli fanno la sorpresa di festeggiare il suo settantesimo compleanno riunendosi per la prima volta dopo anni e cantando come fecero per il Papa. Manca solo Mezzapagnotta di cui nessuno ha notizie precise, se non di una vita da randagio e delinquente. Mentre il principino Camillo annuncia a Filippo che intende diventare sacerdote, il superbo Aurelio, grazie agli appoggi della sua famiglia, sta per intraprendere la carriera ecclesiastica, ma viene bruscamente ridimensionato da Filippo che lo allontana dall'Oratorio. Il sarto Galiotto e Lucia, invece, sono preoccupati per la figlia Ippolita che ha rifiutato molti pretendenti, forse perché non ha mai dimenticato Mezzapagnotta.

Nel frattempo viene eletto un nuovo Papa, un uomo severo che trova il suo ideale braccio destro nel cardinale Capurso, che non tarda a muoversi contro Filippo. In effetti, la confraternita patisce una cronica mancanza di fondi anche perché Filippo devolve tutte le donazioni ai poveri. Capurso segnala con sdegno la situazione al Papa che convoca il sacerdote e gli impone di dare un ordine alla sua congregazione, provvederla di un luogo adeguato e manifestare pubblicamente la sua obbedienza ai dettami della Chiesa, altrimenti l'Oratorio verrà chiuso.

Mentre cerca il padre di uno dei suoi bambini in una taverna Filippo si imbatte in Mezzapagnotta e riesce a convincerlo a tornare: sarà il direttore del coro. Il ragazzo viene accolto con calore da tutti gli ex compagni e in particolare da Ippolita, ma il suo incarico non tarda a suscitare malumori, anche perché Galiotto non vede di buon occhio il legame tra sua figlia e un ex delinquente. Quando Camillo comunica al padre che intende diventare sacerdote, il principe di Nerano reagisce con violenza e decide di danneggiare Filippo che gli ha corrotto il figlio, impedendo il proseguimento dei lavori della chiesa, dove un crollo causa la morte del fedele compagno di Filippo, Persiano Rosa. Camillo, disperato, confessa a Filippo di non avere al forza di opporsi al padre e fugge, arrivando sull'orlo del suicidio. Filippo lo riesce a salvare ma la vicenda di Camillo, unita alle voci maligne diffuse su Mezzapagnotta, mettono il sacerdote in una posizione molto difficile con il Papa. Capurso adesso sembra soddisfatto, l'Oratorio con molta probabilità sarà chiuso.

Saranno invece i ragazzi di Filippo (compreso Mezzapagnotta, tornato sui suoi passi e capace finalmente di coronare il suo amore con Ippolita nel matrimonio) a mettersi d'impegno per consentire il completamento dei lavori della chiesa dove il sacerdote dovrà dare prova della sua obbedienza. Quando il Papa finalmente giunge, Filippo proferisce queste sole parole: l'unica regola è la carità. Con queste parole, compendio della sua attività pastorale, Filippo conquista la stima del pontefice che gli offre di diventare cardinale. Filippo rifiuta, lui preferisce il Paradiso. Mentre Capurso si ritira sconfitto e Aurelio, che lo aveva aiutato, si rende conto del poco valore di ciò che ha perseguito allontanandosi da Filippo, il sacerdote passa le consegne della guida della comunità a Pierotto, prima di morire. Le campane della sua chiesa suonano a festa. Lo spirito di Filippo e dell'Oratorio è più vivo che mai.

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